Da: "vento... su TL" A: Oggetto: [Tamburi Lontani] RASSEGNA STAMPA DEL 2003/05/21 Data: mercoledì 21 maggio 2003 7.22 IL CANTAUTORE CI PARLA DI "SONO IO", IL NUOVO ALBUM CHE USCIRÀ VENERDÌ BAGLIONI: CANTO ANCORA L´AMORE PER MIO FIGLIO E MIO PADRE "La musica m´ha ridato fiducia in me stesso" "Ho cercato un linguaggio più diretto senza ridondanze ma badando al sodo" "Sono stato un genitore distante e questo sarà sempre motivo di qualche rimpianto" di Gino Castaldo ROMA - Sembra proprio che Baglioni abbia voglia di ridefinirsi, magari come un piccolo grande uomo, diviso tra dubbi nostalgie e qualche conquista, e lo si capisce dal biancore candido che si rileva fin dalla copertina di Sono io, il nuovo album che da venerdì prossimo sarà nei negozi. «È come ripartire dalla pagina nuova di un quaderno» racconta, «cercando una comunicazione più diretta, di sfrondare le ridondanze, soprattutto musicali, di andare al sodo delle melodie e delle sonorità». Ci sono molte canzoni d´amore. È anche tempo di sentimenti? «Sì, il disco è più dettato dal cuore che dalla testa, e sono canzoni che mi riportano violentemente da qualche altra parte, non so se nel tempo o nello spazio. È più difficile scrivere una canzone d´amore, perché sono delicatissime, fragili, le sbagli come niente. Ce ne sono tante, un disco di omelie, di amore verso l´amore, verso le idee, verso un mondo che sia più armonioso, e di un rapporto passato futuro tra padre e figlio» A proposito, c´è un pezzo, Grand´uomo, che sembra molto personale, quasi il seguito di Avrai che ha scritto 21 anni fa quando nacque suo figlio... «Nel ´68 feci il primo provino per la Ricordi, a Milano, mi accompagnò mia madre, non avevo compiuto diciassette anni, mi dissero tu non farai mai nulla, fui trattato a pesci in faccia, tornai a mezzanotte alla pensione dove mi aspettava mia madre, e io sul tram, in una città che sentivo molto ostile, tirai giù il finestrino e dissi vi farò vedere, diventerò un grand´uomo, e mi è tornato in mente oggi, l´idea di chi si illude anche ingenuamente di poter fare qualcosa di utile e magari lasciare il mondo un po´ meglio di come l´ha trovato. Credo che l´unica eredità possibile sia quella di riuscire a trasferire a un figlio questo tentativo, di dire: io ci ho provato, non so se ci sono riuscito, ma ci ho provato». È così nella realtà con suo figlio? «Sì, non gli ho fatto così tanto da padre, sono stato a volte distante, e questo sarà sempre motivo di qualche rimpianto, poi le cose nel tempo si aggiustano, però c´è questa urgenza di trasferire su un figlio il desiderio di esserci, di fare, di migliorare il rapporto con se stesso e con l´esterno». E per simmetria c´è anche Patapan, un pezzo dedicato a suo padre? «Sì, c´è un tempo che è andato via insieme alla persona. Noi viviamo tante storie in parallelo, peccato che il tempo ce le sposti. Ricordo che da ragazzino le notizie di chi è nato e chi è morto mi destabilizzavano, io pensavo che tutte le persone che si conoscevano e si volevano bene dovessero nascere e vivere e andarsene tutte insieme». Il pezzo inizia intimo e diventa maestoso, poi ridiventa popolare e c´è anche un fischio. A proposito è la prima volta? «Sì, in assoluto... mio padre fischiava sempre, e poi gli piacevano le fanfare e le fisarmoniche, e quindi nel pezzo c´è questa mistura di elementi popolari. Sono delle concessioni che uno si dà, come se dovessi estirpare qualcosa che non ho ancora tirato fuori». C´è anche Serenata in sol, un pezzo molto scanzonato. Non sarà la voglia di radici, di riscoprire un corpo centrale della sua storia? «Sì, ho cercato un equilibrio tra il percorso all´indietro e la visione di oggi, la voglia di essere più leggero, ma fare qualcosa di gustoso musicalmente, mi faceva ridere l´idea, come dico in un verso, di avere tale autodisistima da chiedere scusa anche per aver pestato una merda...». Era arrivato a tanto? «Beh, non proprio, ma un anno e mezzo fa ho passato un momento di forte scoramento, mi sono ripreso un po´ di fierezza pensando di aver fatto un po´ di musica, mi sembrava di essere stato un miracolato, che certe cose fossero arrivate per fortuna, e poi pensavo che non ci fosse altro da fare, che forse questo mestiere bisogna farlo fino a un certo punto, per non ripetersi, per non copiarsi, allora ho cominciato a riascoltare musica, tra cui Bach e ho percepito di nuovo la supremazia della musica su tante altre cose, da qui l´idea del finale, un pezzo che parte da un´aria di Bach e usa anche strumenti orientali come il sitar, la voglia un po´ ecumenica di unire mondi così diversi attraverso la musica». Fonte: "Repubblica" ........................... Cuore e leggerezza: così Claudio ritrova il suo mondo di emozioNI di Marco Mangiarotti E' lui. L'uomo della storia accanto. Claudio Baglioni che frantuma il suo orizzonte personale, sentimentale, sociale, emotivo in tanti "io". La cui somma è un "noi", non un "io" diviso. E' anche una ricerca del contatto con la comunicazione, quella che lui chiama immediatezza. Passione. Leggerezza. Cuore. Così "Sono io", album in tredici racconti per la Sony, è un lavoro "per sottrazione" che si ferma fra i cinque e i sette minuti di canzone. Sicchè "la mongolfiera di pensieri, emozioni, sogni" non ci sembra abbia perso proprio tutta la zavorra. E questo perchè Baglioni fa qui i conti con tutte le variazioni riconoscibili dell'amore, dal rapporto padre-figlio al quello di coppia: il punto è che, crescendo, aumentano le cose da dire e i testi voltano pagina come in un romanzo. Non come una classica poesia. La semplificazione alleggerisce invece la musica che ha armonizzazioni e linee melodiche rassicuranti, squarci di azzurro e di invenzione vera. E' un ritorno alla canzone popolare come punto di partenza per irrinunciabili e psicanalitiche complessità. Di sicuro, Claudio si è ritrovato in un mondo musicale strettamente personale. Nel bene e nel male, nella volatilità del sorriso melodico e nel peso di certi conti armonici sospesi, autobiografico e vero. "Sono io" è stato il primo manifesto radiofonico, venerdì si cambia (già) con "Tutto in un abbraccio", che è un caldo poster del passato. La capacità di sceneggiare una crisi di coppia illumina il sentimento grigio di "Quei due", "Patapan" è una modulazione ostinata come il dialogo figlio-padre. "Serenata in sol" un gioco ironico, satirico, carino. Se non vi bastano i lampi del passato, "Tienimi con te" è una cosa nuova davvero bella. "Fianco a fianco" la sigla del prossimo concerto. "Di là dal ponte" una riflessione sul sociale: "al di là dal ponte questa è un'altra storia... con un tozzo di illusione quando si scambia la maggioranza con la povera ragione...dentro a un silenzio d'oro le parole sono argento e un grido è piombo". L'ultima è un adattamento di una cantata di Bach. Il genio che ha dato origine a tutto. Fonte: "Il Resto del Carlino" ........................... DISCHI ARRIVA IL NUOVO ALBUM "SONO IO" Baglioni canta «l'urgenza d'amore» Io e noi, semplicità e monumentalità, leggerezza ed impegno: sono i poli che racchiudono le tredici nuove canzoni di Sono io, l'uomo della storia accanto, il nuovo album di Claudio Baglioni che traduce in poesia rapporti complessi come quelli tra padre e figlio, tra uomo e donna, tra artista e pubblico e tra i popoli del mondo. Il cd, in uscita venerdì, non doveva avere un filo conduttore, anche se oggi, a lavoro finito, durato dieci mesi, lo stesso Baglioni ne individua uno: «L'urgenza di amore, come medicina possibile ad un senso di spaesamento individuale e collettivo». Chiusa la trilogia degli album "a concetto" degli anni '90 (Oltre, Io sono qui e Viaggiatore sulla coda del tempo), molto meditati e complessi, Baglioni ha scelto di realizzare un cd più leggero, immediato, «fatto a mano» con la freschezza di ispirazione e di scrittura che lo accompagnava negli anni '70. Serenata in sol è il brano più riuscito in questo senso, «una serenata sderenata contro questa vita arenata», ovvero «la canzone più sguaiata del cd», come la definisce Baglioni. All'estremo opposto troviamo Requiem, un pezzo monumentale di forte pathos contro la guerra, contro ogni guerra. Il manifesto autobiografico Sono io, il singolo trasmesso dalle radio, apre la track list; seguono le canzoni d'amore Tutto in un abbraccio, Mai più come te (una ballata acustica destinata a diventare un successo), Sulla via di casa mia, che celebra la quotidianità di un rapporto, Quei due e Tienimi con te, sul bisogno di trovare un rifugio nella propria metà. La relazione padre-figlio e quella figlio-padre sono al centro dei brani Grand'uomo e Patapan. «Si tratta dei rapporti più complessi da abbracciare, quelli meno conclusi, meno individuabili e definiti». "Un figlio ama sempre un padre, ma lo fa mentre lo giudica e quasi mai perdona, finché gli scopre il segno di una lacrima e per la prima volta vede una persona" canta Baglioni, pensando al suo unico figlio, Giovanni, che ha festeggiato l'altro ieri il ventunesimo compleanno. «Finora - spiega Baglioni - avevo tenuto il disco da parte per non ascoltarlo insieme a mio figlio. Noi spudorati artisti approfittiamo delle canzoni per mandare messaggi che non abbiamo il coraggio di mandare altrimenti». Patapan è invece una lirica struggente che evoca l'assenza del papà del cantautore, Riccardo, scomparso circa tre anni fa. I tre brani che concludono l'album sono quelli più impegnati, più proiettati sul sociale, che parlano dell'urgenza di pace, di solidarietà e tolleranza: Requiem, Di là dal ponte e Per incanto e per amore, un testo originale su una melodia tratta dalla cantata n. 147 di Bach. Anche se della guerra in Iraq dice che «era infondata, non hanno trovato neanche un insetticida», guai a dare a Baglioni del pacifista in senso unilaterale. Sui cortei e sull'esibizione della bandiera arcobaleno il cantautore ha le idee chiare: «Nessuno è per la guerra, ma ho trovato sgradevole e antipatico imbrattare e sbeffeggiare la bandiera della pace». A Fianco a fianco, traccia numero 10, il ruolo di canzone spartiacque tra la parte più autobiografica del disco e il finale corale: racconta le emozioni del concerto, «dove palco e spalti, artista e pubblico, sono uniti da un continuo scambio di ruoli, nel quale l'uno e l'altro diventano, di volta in volta, mittente e destinatario di grandi emozioni». Fonte: "Unione Sarda" ........................... E Baglioni torna al passato: «Fare dischi d'amore ti cala l'età» di Andrea Spinelli ROMA - C'è stato un tempo in cui Claudio Baglioni (nelle foto) cantava "W l'Inghilterra" o "Amore bello". In cui sfiorava l'estasi pruriginosa della maglietta fina e i sentimenti in gabbia del passerotto con tanta voglia di volarsene via. Un piccolo mondo antico trascolorato negli anni Novanta dietro ai sentimenti spessi, alle allitterazioni e ai giochi linguistici di un repertorio sempre più strutturato. Ed è proprio col cuore ai sabati pomeriggio e alle facce pulite di quel tempo lontano che l'autore di "Sono io l'uomo della storia accanto" prova in questo suo nuovo album che esce venerdì a rincorrere la semplicità perduta. «Volevo un disco dal pensiero breve. O quantomeno più coinciso del predecessore" spiega. "Una raccolta di storie, piuttosto che un 'concept' costruito su un unico racconto. Un lavoro semplice, fatto a mano, con l'imprimatur di un alto artigianato. Viviamo infatti in un momento di forte disarmonia in cui andrebbe recuperato un po' dell'equilibrio perduto. La trovo anche una panacea al tempo che passa, perchè fare dischi d'amore ti cala l'età». Quali sono i cardini su cui poggia questo nuovo lavoro? «La canzone che ha dato una direzione al tutto è stata 'Mai più come te' perchè mi ha fatto capire che stavo lavorando ad un album diverso dagli altri. Poi c'è 'Tutto in un abbraccio', il nuovo singolo, quello che ha dato maggior riconoscibilità alla mia vicenda musicale attuale. Infine citerei un paio di momenti di leggerezza come 'Sulla via di casa mia' e 'Serenata in sol', il brano forse più sguaiato dell'intera raccolta ma anche quello più complice, in cui accetto la mia cialtroneria. Guardacaso sono forse i pezzi meno importanti dell'album, ma come spesso accade le cose più significative stanno proprio tra le più defilate». In "Di là dal ponte" si parla di dignità proibita. «Il mondo oggi è governato da pochi che si autonominano maggioranza. E sono 'maggioranze' che ogni tanto si dimenticano il perchè sono state elette. Se non c'è dignità nel cosiddetto terzo mondo, afflitto dalla prostituzione e dalle malattie, ce n'è poca anche in quell'Occidente dove la rissosità politica su ogni argomento finisce col porre in secondo piano le domande dei cittadini». "Grand'uomo" e "Patapàn" sembrano legate alla figura di suo figlio Giovanni e di suo padre, scomparso tre anni fa. «E' inevitabile che ci sia qualche punta autobiografica. A Giovanni non ho fatto ancora ascoltare il disco, ma ho già visto che accennava qualche canzone alla chitarra. Deve esserci stata qualche fuga di notizie dallo studio. Lo porterò con me in tour». Ha mai pensato di uniformarsi alla moda e lasciarsi contagiare dalla febbre del musical? «Tutti i miei dischi sono dei mezzi musical. Anzi, 'Questo piccolo grande amore' era nato proprio come musical e così pure "E tu", che avrebbe dovuto narrare la storia di un navigatore solitario». Ha mai sentito il rifiuto per qualche album? «Sì per "Sabato pomeriggio". Tre mesi dopo la pubblicazione non lo sopportavo; ora l'ho riscoperto. E' accaduto qualcosa di simile pure con 'E tu come stai?'. Lo trovavo troppo tenero, troppo sdolcinato. Ora li guardo entrambi con la tenerezza di quelle vecchie fotografie in cui ti piaci comunque, anche se sei orrendo». Che ruolo avrà "Sono io l'uomo della porta accanto" nel kolossal da stadio con cui debutterà il 14 giugno ad Ancona per poi proseguire alla volta di altre sei città tra cui Milano il 19 e Firenze il 27? «Quelli saranno dei concerti-rito, dove la riunione ha la preminenza; un contesto inadeguato al nuovo album, di cui proporrò 4-5 brani al massimo. Mi piacerebbe affrontarlo in altra sede, magari quella teatrale fermandomi nella stessa città più sere di seguito. Se ne riparlerà in autunno». Fonte: "Il Resto del Carlino" ........................... IN USCITA OGGI IL SUO ULTIMO CD «SONO IO (L'UOMO DELLA STORIA ACCANTO)» Baglioni: fuori dal mondo e contro le maggioranze di Marinella Venegoni MILANO Trent'anni dopo, c'è ancora chi pensa a Claudio Baglioni come al ragazzo romantico e semplice della maglietta fina. Ma lui ormai si è annullato dentro un bell'uomo di mezza età, aitante e complesso, dai capelli più sale che pepe, autoironico ancorché ansioso, teso alla ricerca di una espressività alla quale la forma-canzone va ormai stretta. Lo si capisce bene in «Sono io (l'uomo della storia accanto)», il disco di 76 minuti di ascolto che esce oggi, dove cerca di mediare fra le esigenze di un cd e la propria creatività. Ne escono 13 operine fra i 5 e i quasi 8 minuti, nelle quali il Divo Claudio parte dai ricordi per raccontare la propria visione dei sentimenti e dell'amore, in un minuzioso cesello di atmosfere musicali, fra pianoforti e orchestra e ambizioni sinfoniche (si chiude con una cantata di Bach), mentre la voce non perde la sua caratteristica, verace vena popolaresca. E' un lavoro in grandeur di varie ispirazioni, e sarà curioso contemplarne gli ulteriori sviluppi: primo dei quali un tour che parte il 14 giugno da Ancona, e toccherà vari stadi, come spettacolo/concerto multimediale. Gentile Claudio, sette minuti e quarantacinque secondi sono un bel record per una canzone. Li tocca «Patapan», racconto di un momento di intimità fra un padre e un figlio. Lei e suo padre, o lei e suo figlio? «Nel ricordo di mio padre carabiniere, ho pensato alla fanfara. E' una canzone sui profumi e sulla strada che era lieve. "Patapan" è proprio il ritmo dell'andare avanti. E' una canzone sull'assenza: di una guida sicura, ma anche di qualcuno che ti indichi la strada; dunque anche sull'assenza dei grandi padri che ora davvero scarseggiano». Come lavora Baglioni? «La musica scorre istintiva. Le parole sono come marmo, le scolpisco. Sono sempre in soggezione con chi lavora sulla parola». Però non rinuncia ai suoi calembours. «Serenata in sol» dice: «Serenata/Per essere nata/e per essere arrivata...». «Quello è un frutto della mia disperazione in studio. E' il ricordo di alcuni momenti di misantropia. Ero al mare da solo, abbattuto, parlavo con gli uccelli e poi prendevo la chitarra e facevo un accordo in sol e lo ripetevo all'infinito. Non sempre posso stare in mezzo al mondo, sa». Dal tempo di «Oltre» non ci sono collaborazioni «firmate» nei suoi dischi. «Sono ridiventato figlio unico». E neppure si ricordano duetti. «Un duetto non necessariamente è tale: può diventare un duello». In «Al di là dal ponte» parla (male) della mania dei soldi e del potere. «Questo è un disco contro le maggioranze». Contro Berlusconi? «Ma no. Pensi che al tempo dell'"Ultimo Valzer" in tv dovevo fare un duetto con lui che era capo dell'opposizione. L'avevo ascoltato, non canta male: è un intrattenitore alla francese, ruba il tempo. Cantava "Dans Mon Ile" di Salvador e "Que reste-t-il de Nos Amours"». Non si ricordano sue cover.. «Ma all'inizio della carriera facevo i provini per le canzoni di Sanremo, da qualche parte dovrebbe giacere una mia versione della "Spada nel Cuore": con quella diventai famoso in Cile nel '68». Avrà ricevuto proposte anche lei per un tv show... «Certo. Tutti vogliono novità, però poi si spaventano: chissà perché in tv diamo il peggio di noi stessi, se alla prima puntata gli ascolti son bassi vanno in palla e buttano dentro di tutto: il varietà ormai vive di numeri e non di filosofia». Terrà concerti faraonici? «Per un disco così suonato e fatto a mano, ci sarà sul palco l'orchestra di Teramo con 42 elementi più i 6 della mia band. Poi un gruppo fisso di animatori, con movimenti di scena. E in ogni luogo che toccheremo, faremo reclutamenti nelle Accademie delle Belle Arti per quadri coreografici e scenografici che diano il senso dell'happening». Il tour negli stadi: 14 giugno Ancona, 19 Milano, 23 Padova. 27 Firenze, 1 luglio Roma, 5 Napoli, 12 Catania. Marinella Venegoni Fonte: "La Stampa" ........................... È IN ARRIVO UN BASTIMENTO CARICO DI BUONA MUSICA In Sicilia il tour di Cesare Cremonini Date anche per Alexia Irene Grandi, Nomadi, De Gregori, Anna Oxa Mannoia e Articolo 31 Lucio Dalla a Cefalù Battiato e Bregovic al festival del Mediterraneo E Taormina presenta un cartellone di all star Di Giusy la Piana L´estate, ormai alle porte, porterà nell´isola un´ondata di grande musica. Il calendario degli appuntamenti live in Sicilia, infatti, si arricchisce giorno dopo giorno di grandi nomi della scena italiana ed internazionale. Gli appassionati di musica avranno solo l´imbarazzo della scelta. Palermo, il 27 luglio, ospiterà al velodromo Carmen Consoli. La "cantantessa" presenterà al suo pubblico "L´eccezione", la sua nuova fortunata produzione: dodici brani, frutto di otto mesi di lavoro ma soprattutto di una introspezione che traspare dai suoi testi che trasudano di riflessione, di vita vissuta. Ma con molta probabilità la Consoli sarà nel capoluogo siciliano già nei prossimi giorni, fra giovedì e venerdì, per partecipare alle manifestazioni commemorative della strage Falcone. Dovrebbe cantare "Mulini a vento", toccante lettera immaginaria al giudice. Ad agosto è programma nel palermitano una data per il cantautore bolognese Lucio Dalla. Infatti, anche se bisognerà attendere i prossimi giorni per una conferma definitiva quando sarà stilato il calendario ufficiale del tour, secondo quanto riferito dagli organizzatori il cantante sarà il 6 agosto, in concerto sul lungomare di Cefalù. Il 12 luglio, nel capoluogo etneo, sarà di scena la tappa conclusiva del tour di Claudio Baglioni. Il cantautore romano, in attesa dell´uscita del suo nuovo album, prevista per questo fine settimana, offre sul suo sito ufficiale una corposa anteprima delle tredici canzoni inedite che compongono la tracklist di «Sono io, l´uomo della storia accanto». E venerdì prossimo il cantante trascorrerà una giornata nell´Isola: arriverà a Catania per la conferenza stampa di presentazione del suo tour 2003, nonché del concerto siciliano, previsto allo stadio "Angelo Massimino" (ex Cibali) e si sposterà poi al Pala Spedini, dove si terranno le selezioni per l´iniziativa "Ci sono anch´io". Baglioni, infatti, durante i live porterà al centro della scena centinaia di persone tra musicisti, ballerini, atleti ed artisti di strada. Il 20 luglio prenderà il via a Santa Maria di Licodia, nel catanese, il Festival di musica Mediterranea, che prevede ben ventuno appuntamenti. Le date più attese saranno quelle che si svolgeranno allo stadio comunale con un costo d´ingresso di sette euro. La prima, il 20 luglio, vedrà protagonista il cantautore etneo Franco Battiato, con la sua ricercata e sofisticata musica. Il 26 sarà la volta delle affascinanti atmosfere orientaleggianti del cantautore algerino Khaled. Il 5 agosto Edoardo Bennato proporrà il meglio del suo repertorio e gli inediti contenuti nel doppio album "Afferrare una stella". La chiusura della manifestazione, il 10 settembre, è affidata alla sonorità balcaniche ed elettroniche di Goran Bregovic. Ricco, anche quest´anno, il cartellone di Taormina Arte. Si comincia il 5 luglio, al Teatro Antico, con la musica sinfonica. Myung Whum Chung dirigerà L´orchestre philarmonique di Radio France che eseguirà la Sinfonie Fantastique di Berlioz e la Sinfonia n. 6 di Beethoven. Il giorno dopo, stessa location per Ryuichi Sakamoto, precursore delle contaminazioni tra sonorità della tradizione orientale e avanguardie elettroniche occidentali. Il musicista nipponico sarà accompagnato sul palco da Jaques Morelenbaum, Paula Morelembaum, Luiz Brasil e Marcelo Costa, per eseguire i brani di Morelenbaum2/Sakamoto, una collezione di chicche nascoste e di materiale inedito scritto da Jobim. Il 9 luglio sarà al Teatro Antico Diana Krall. Il concerto era già nel programma di Taormina Arte dello scorso anno, ma in quell´occasione è stato annullato per motivi familiari dell´interprete. Il 10 luglio, la cittadina peloritana, ospiterà la prima nazionale del tour italiano di Elton John. Sarà l´occasione per ascoltare brani storici come "Sorry seems to be the hardest word", recentemente reincisa dal cantante con il gruppo dei Blue, "Candle in the wind", "Your song" "Nikita" e "Blue eyes". Il 22 luglio, ancora al teatro antico, sarà protagonista la poesia intimistica di Caetano Veloso. Il giorno dopo la calda voce di Mick Hucknall presenterà al pubblico siciliano la versione live di "Home" l´ultimo album dei Simply Red, balzato ai vertici delle classifiche di vendita in tutto il mondo anche grazie al brano "Sunrise", la cui base è quella di "I can´t go for that" vecchio brano del duo Hall & Oates, che ha già conquistato il titolo di colonna sonora dell´estate 2003. Ma durante il concerto non mancheranno i successi del passato, fra cui "If you don´t know me by now" e "Money´s too tight to mention". Il 3 agosto il cartellone di Taormina arte prevede il concerto della cantante israeliana Noa e il 9 sarà la volta del soprano Lucia Aliberti. Allo stadio comunale di Licata, nell´agrigentino, il 3 agosto, farà tappa il tour di Cesare Cremonini. Nei prossimi giorni saranno invece confermate le date siciliane di Alexia, Irene Grandi, i Nomadi, Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia, Anna Oxa e gli Articolo 31 Fonte: "Repubblica" ........................... Visitate: http://www.brever.net/rassegnastampa Rassegna Stampa sul web in formato .txt -- ******************************************************************************** CEPU fornisce assistenza e preparazione, con un tutor per ogni studente, a tutti coloro che intendono sostenere gli esami presso le università italiane. 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